Il termoprotettore per capelli è il prodotto che si salta più spesso ed è quello che fa più danno saltare. Piastra, phon e ferro superano i 180 gradi: senza una barriera fra il calore e il capello, la cheratina si degrada in modo permanente.
Come funziona un termoprotettore
Forma un film sottile che distribuisce il calore invece di lasciarlo colpire un punto solo, e trattiene parte dell'umidità interna del capello. Non annulla il danno — nessun prodotto lo fa — ma sposta in avanti la soglia oltre la quale il capello si rompe.
Come si applica
Su capello umido, non bagnato fradicio e non asciutto, distribuito con le mani o con un pettine a denti larghi dalle lunghezze alle punte. Sulla cute non serve. E va messo prima del phon, non solo prima della piastra: anche l'asciugatura è calore.
Spray, crema o olio
Gli spray sono i più leggeri e i più adatti ai capelli fini, che si appesantiscono facilmente. Le creme danno più controllo sui capelli spessi o crespi. Gli oli proteggono e lucidano, ma su capelli fini vanno dosati con parsimonia e solo sulle punte.
Tenuta, volume, definizione
Sono tre obiettivi diversi e raramente lo stesso prodotto li fa tutti. La tenuta si costruisce sul capello umido, con mousse e lozioni, prima dell'asciugatura. Il volume si fa alla radice e con l'aria fredda in chiusura. La definizione — ricci compresi — si ottiene lavorando il prodotto a capello bagnato e poi non toccando più nulla fino ad asciugatura completa: è la parte che quasi tutti sbagliano.
Quanto prodotto serve
Meno di quanto sembri. Il termoprotettore si dosa a nocciola sui capelli corti e a noce sui lunghi, e va distribuito bene prima di aggiungerne altro: il prodotto in eccesso non protegge di più, appesantisce e attira sporco. Se dopo la piega i capelli sembrano unti alla radice, quasi sempre il problema è la quantità, non la formula.
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